Programma

20 gennaio 2024 - 20:45

Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi

Un racconto musicale per risalire la storia e la geografia di una parola.

concerto

Francesco Martinelli & Gabriele Coen Trio

23 gennaio 2024 - 16:30

Biblioteca San Giorgio

Restituzione pubblica del laboratorio scolastico condotto nel corso della prima edizione di Le parole di Hurbinek.

podcast

Giovanni Guerrieri

Rodolfo Sacchettini

24 gennaio 2024 - 10:00

Teatro Bolognini

Quello del ghetto di Varsavia, quello di Berlino, quelli a cui oggi facciamo sempre più ricorso... ci proteggono, i muri, o forse ci rinchiudono?

lezione civile

Carlo Greppi

24 gennaio 2024 - 17:00

Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi

“Tutte le parole sono logore e l’uomo non può più usarle” (Qohelet 1,8). Se così è, l'unico modo di rendere giustizia alla parola è il silenzio del…

lezione civile

Ivano Dionigi

25 gennaio 2024 - 17:00

Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi

Ripercorrere il singolare viaggio di una parola carica di implicazioni, dalle sue origini a oggi, per un’avventura non solo linguistica.

lezione civile

Daniel B. Schwartz

25 gennaio 2024 - 20:45

Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi

Una composizione originale per “Le parole di Hurbinek”, una colonna sonora per la memoria.

concerto

Fabrizio Paterlini

26 gennaio 2024 - 17:00

Saloncino della Musica, Palazzo de’ Rossi

La memoria collettiva, il mettersi d’accordo su una rappresentazione condivisa del passato, svela l’arbitrarietà della costruzione narrativa.

lezione civile

Valentina Pisanty

26 gennaio 2024 - 20:45

Il Funaro

Mise en espace su un pensiero-parola dedicato alla memoria collettiva della Shoah.

mise en espace

Compagnia teatrale Enzo Moscato

27 gennaio 2024 - 20:45

Piccolo Teatro Mauro Bolognini

A partire dal libro di Elisabetta Rasy, nasce con Sonia Bergamasco una creazione originale per Le parole di Hurbinek.

lettura scenica

Sonia Bergamasco

Elisabetta Rasy

28 gennaio 2024 - 17:00

Il Funaro

Un concerto e un viaggio nelle molteplici tradizioni della canzone urbana bosniaca per dissolvere muri e confini.

concerto

Damir Imamović

La responsabilità delle parole

Le parole di Hurbinek trasformano il Giorno della Memoria in una serie di iniziative e di incontri. Non un giorno, dunque, ma più giorni. Per non restare intrappolati in discorsi sempre più solenni e retorici, che rischiano di generare indifferenza o, peggio ancora, provocare quasi un senso di fastidio, soprattutto nelle giovani generazioni.

Da sabato 20 a domenica 28 gennaio, torna a Pistoia, al Funaro, al Teatro Bolognini, al Palazzo de’ Rossi, alla Biblioteca San Giorgio e nelle scuole della città Le parole di Hurbinek, alla sua seconda edizione, un progetto ideato e curato da Massimo Bucciantini per Uniser, realizzato in collaborazione con ATP Teatri di Pistoia, con il sostegno di Fondazione Caript, e, dal 2024, con la compartecipazione del Comune di Pistoia, il patrocinio della Provincia di Pistoia e della Regione Toscana. Si estende la rete a supporto di questo percorso culturale che mette l’accento sul rischio che le commemorazioni corrono di perdere voce trasformando il Giorno della memoria, il 27 gennaio, in sette giornate di ricerca e riflessione attraverso la scuola, il teatro e le lezioni civili e quasi tre mesi di laboratori scolastici. L’idea è quella di fermarsi e riflettere sulla complessità storica, sul rapporto problematico tra passato e presente e tra storia e memoria, mettendo da parte i pregiudizi, convinti che la logica del “minuto di silenzio” sia rispettabile ma non più sufficiente.

Senza dimenticare che il 27 gennaio è una data simbolica, che ricorda a tutti quanto l’Europa nasca dal rifiuto del nazismo e del fascismo, dell’antisemitismo e del razzismo.

La parola chiave del 2024, quella che idealmente la rassegna fa pronunciare a Hurbinek, bambino simbolo della Shoah, nato e morto a circa tre anni ad Auschwitz, che voce non ha mai avuto, è “ghetto”: una parola quasi tabù, che queste giornate intendono analizzare in tutte le pieghe e conseguenze cui porta, anche e soprattutto nella contemporaneità. Le cronache attuali di guerra ci trasmettono un senso di impotenza, ma al tempo stesso reclamano analisi approfondite: il bisogno di ascoltare una pluralità di punti di vista per evitare usi strumentali della storia, convinti come siamo che il mondo non sia fatto di tifoserie contrapposte. La necessità di parlare con la città, soprattutto con le giovani generazioni, di una parola-mondo come Ghetto consente di conoscere la genesi di uno spazio nato per dividere e discriminare, ieri come oggi. Questo è il senso della seconda edizione de Le parole di Hurbinek.

Regione Toscana
Teatri di Pistoia